SOTTO L’ALBERO DI WEAK: OSS16 PREVIEW

La prima preview dell’ Ortigia Sound Festival 2016 merita di essere raccontata, e quindi eccoci qui pronti a parlare di Catania, di WEAK e del suo pubblico.

I ragazzi di Weak avevamo già avuto modo di conoscerli in occasione del live di Yakamoto Kotzuga, un party limitato a cento accrediti, promosso con stile e attente cure che solo chi ci mette voglia e passione, come questi ragazzi, riesce a trasmettere al proprio pubblico con la giusta energia.

Weak è un progetto ben distante dai canoni e dagli standard della città di Catania, che all’interno del SAL e insieme alla preziosa collaborazione dello studio Meedori ha forse trovato la giusta dimensione.

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Quella volta seguimmo anche il preparty infrasettimanale per il ritiro dei pass in un piccolo locale nel cuore del centro storico di Catania. Due giorni di piogge e allagamenti, acquazzoni e alluvioni. Uno di quei martedì in cui è davvero impensabile trovare anima viva in giro per i locali del centro storico, un po’ per il carattere del catanese, restio a mettere il naso fuori dalla porta nelle giornate di pioggia, un po’ perchè le condizioni climatiche erano davvero proibitive, eppure Weak riuscì a creare un piccolo microcosmo di seguaci e appassionati fra i quali noi, che non avrebbero permesso a nessuno e per niente al mondo di farsi raccontare il live di Yakamoto.

Anche per questo nuovo appuntamento l’attesa è stata tanta, così come le aspettative, e a condire il tutto ci hanno pensato i ragazzi dell’Ortigia Sound System Festival con la prima preview dell’ OSS16.

Per noi era un appuntamento da non perdere, sia per rivivere le emozioni della serata di Yakamoto, sia perchè idealmente ci siamo sentiti legati a questo appuntamento per la presenza di Giulio Fonseca in arte Go Dugong che abbiamo conosciuto e apprezzato nell’ edizione zero del SenzaConfine Festival tenutosi alla Factory di Roma nel novembre 2014, così come Sandro Joeaux protagonista della scorsa edizione dell’ Ortigia Festival.

Il nostro arrivo al SAL è con un’ abbodante mezz’ora di ritardo (colpa del make-up femminile), le porte sono aperte, l’ingresso è gratuito e libero, nessuna paranoia, liste, buttafuori che ti chiedono “prego?!”, (come se davanti all’ingresso di un locale ci arrivi per caso), percorriamo il corridoio e ci immergiamo nella salagarden, ad accoglierci un magnifico quartetto d’ archi al femminile. TrinArchia è il nome scelto dai quattro musicisti dell’ Istituto Superiore di Studi Musicali Vincenzo Bellini di Catania.

Un pubblico educato e attento segue il concerto, notiamo il Giulione nazionale seduto ad assaporare la performance della 4 violististe, l’atmosfera è da concerto di Natale e visto che siamo al 18 dicembre ci sembra davvero un bel modo di iniziare la serata.

L’atmosfera è piacevole, l’energia è giusta. Il tempo di salutare qualche amico, bere qualche bicchiere di vino mentre stuzzichiamo un piacevole aperitivo dai sapori nostrani, un giro nell’agorà per una pausa sigaretta ed ecco è l’ora di Fabio Scap aka Vgly XX . A lui il compito di aprire a Go-Dugong e riscaldare la sala concerti.

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La consolle sta in mezzo, mossa azzeccata perchè visibile dalla salagarden e non alienata in fondo alla sala.

Il concept è gradevole e le videoproiezioni nel muro in fondo la sala con il gioco di ombre del palchetto ci fa pensare per un attimo di riprendere la sagoma di Go Dugong per tutta la durata del live, demordiamo dall’idea, ci avranno già pensato i Weak boys.

Il pubblico incomincia ad infoltirsi , sono solo le 22.30, ed è l’ora della presentazione del video OSS15. Saliamo al piano di sopra. Un ammezzato è pronto ad accogliere 50 seguaci e curiosi per vedere da vicino cosa è stato e immaginare per un attimo cosa sarà.

L’impressione è stata quella che i ragazzi ci hanno messo il cuore buttando giù qualcosa di veramente romantico che va al di là della denominazione “festival” di cui oggi si fa a volte un po’ abuso.

In questi 10 minuti c’è la passione, la voglia, i sacrifici, e tanto amore per questa terra. Lo capisci dai volti, e nelle parole sincere degli artisti che ne hanno preso parte, interviste intervallate dai momenti più belli che hanno segnato l’edizione 2015.

Arriva il momento di Go Dugong, come da programma, i tempi sono giusti, la sala è calda e si ci distribuisce intorno il palco, Giulio è carichissimo e non vede l’ora. Il live è come ce l’aspettavamo, un giro del mondo di suoni, di generi e di stili accomunati da un unica matrice comune, l’amore di Giulio per l’Hip-Hop e l’elettronica. Non siamo saliti sulla linea “Novanta”, ma vi garantiamo di essere stati nei Balcani, in Brasile, in Africa, e nella grigria periferia milanese in neppure sessanta minuti.

È un Go Dugong diverso da come lo abbiamo conosciuto e di cui solo nella parte finale del live scorgiamo le affinità al vecchio, ma che dimostra di aver acquisito una grande maturità e sicurezza nei propri mezzi.

Finito il live i djset di Ostile 17 e Ohhhcmonnn.

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Doveva essere una preview e lo è stata, ma doveva anche essere una festa e crediamo che il pubblico si sia davvero divertito. Di sicuro sarà stato bene perché WEAK al di là che ti possa piacere un genere, un artista, un set o un live ha la capacità di coccolarti, di rendere piacevole il tuo soggiorno.

C’è spazio e tempo anche per raccontare dei cadeau, 50 miniposter arrotolati con laccetto di raso rosso, che il pubblico ha potuto scorgere in un tavolo in un angolo della sala.

Noi l’abbiamo conservato ad inizio serata nella tasca del nostro giubbotto che abbiamo appeso nelle grucce incustodite nel corridoio di ingresso, dobbiamo dire con qualche ansia. Abbiamo voluto scommettere e credere che qualcosa sta cambiando in questa bellissima città.

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E’ stato così, il nostro Peuterey stava lì, solitario, incustodito e sorridente. Andiamo via, siamo gli ultimi, con noi, un uomo della sicurezza, padre di tre figli che dopo due ore sarebbe andato nelle zone di Avola a pescare con il proprio figlio.

Questa è la Sicilia che vorremmo raccontare.

Grazie OSS16, grazie WEAK e in bocca al lupo per il nuovo anno.

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