Appunti Sonori 03: 2016 – Tutto Si Crea, Nulla Si Distrugge

L’inizio di un nuovo anno è sempre un momento di riflessione e giudizio che ci induce a trarre esperienza dagli eventi dell’anno appena trascorso ed affrontare il nuovo con la voglia di fare meglio. Per SenzaConfine il 2016 è stato un anno con un trend di crescita abbastanza netto sia in termini di numeri sia in termini di contenuti. Abbiamo infatti visto aumentare sia gli utenti che si sono uniti al nostro viaggio sia la quantità e la frequenza degli articoli pubblicati, e abbiamo lanciato nuove e variegate rubriche, mantenendo intatti i nostri standard qualitativi e la nostra filosofia.

Dal punto di vista musicale l’anno 2016 è stato un anno abbastanza nostalgico, sia per la scomparsa di autentiche icone che vanno oltre la musica come David Bowie, George Michael, Greg Lake, Leonard Cohen, Prince, Alan Vega e Maurice White (Earth, Wind & Fire) sia per una spiccata tendenza a cercare sonoritá e qualitá del suono appartenenti al passato, quasi come una forma di escapismo nei confronti dei tragici avvenimenti a livello mondiale del 2016 e della conseguente sensazione di precarietá dell’essere umano. Abbiamo quindi assistito al ritorno di sonoritá new wave, spaziali e trance anni ’90, all’ispirazione a colonne sonore stile anni ’80 ma soprattutto all’ascesa della lo-fi house, giá fatta intravedere dalla label Lobster Theremin negli anni passati ma consacrata da Dj Boring con la sua Winona, che consiste nel produrre tracce con tecnologie moderne ma con una ricercata qualitá da cassetta, come se fossero state estratte da vecchie mixtapes.

Bisogna comunque dire che seppur abbia avuto bisogno di attingere molto dal passato e meno prolifico di altri anni in termini qualitativi, questo 2016 non ha comunque smesso di innovare. E per raccontarvelo al meglio userò’ il mezzo che preferisco, che spero sia anche il principale motivo per il quale stiate leggendo questo articolo, ovvero una sostanziosa selezione musicale. E’ doveroso precisare che pur essendo in linea con la filosofia della testata, questa è una selezione stilata solamente da me e non deve essere intesa come la classifica di SenzaConfine. Una selezione che pur non tralasciando la qualità’ delle tracce è fortemente influenzata dalle emozioni che queste abbiano saputo trasmettere ai miei diversi stati d’animo durante il corso dell’anno. Un anno dove, per quanto riguarda le novità io per la maggiore abbia ascoltato elettronica, rivolgendomi per gli altri generi al passato ampliando la mia esplorazione anche a musica proveniente da altre culture, come mediorientale, africana e sudamericana. Non sorprenderà dunque la presenza di tracce esclusivamente elettroniche nella selezione.

La disposizione delle tracce non ha nessuna valenza di carattere ordinale in quanto trovo veramente difficile preferire una traccia rispetto ad un’altra. Anche se qualcuno dovesse chiedermi quale sia la mia traccia preferita del 2016 troverei difficoltà a scegliere Moorthon II di Frank Wiedemann, la parte “live” del fenomenale duo tedesco Ame e Nana di Acid Pauli. Ascoltai per la prima volta una versione bozza della traccia Moorthon II nel podcast RA.500 di Dixon,  la penultima delle famose “Ultime Tre Tracce” e mi innamorai subito di quel sequencer analogico in rilievo usato in maniera magistrale che richiamava ambientazioni cyborg alla Blade Runner e quei suoni minimal ossessivi di sottofondo tipici di un mondo alieno ma allo stesso tempo caloroso e melodico. La ricerca di quel pezzo unreleased fu ossessiva e si concluse a Marzo quando finalmente la label berlinese Innervisions annuncio’ Moorthon, EP di esordio di uno dei fondatori della label, Frank Wiedemann appunto, che conteneva Moorthon II. La fantastica Nana di Acid Pauli, contenuta nell’ottima compilation della label Pampa, invece riesce a portare l’ascoltatore in mondi onirici pieni di luce ed allegria, arrangiata in maniera molto originale ed innovativa, dove le distorsioni, i sintetizzatori e le melodie si mescolano in maniera molto lisergica come sempre in linea con l’alias dell’artista. E anche qui bisogna dare merito a Dixon, che nel set di chiusura del primo Afterlife della storia al Sonar Off di Barcellona è riuscito ad esprimere le potenzialità nascoste di questa traccia, già conosciuta e ampiamente apprezzata ma che non mi sarei mai aspettato avesse la forza di esprimersi in tutto il suo splendore dopo la martellante Machine di Danny Daze, rinvigorendo una festa che si avviava verso la conclusione.

Nella selezione troviamo un’altra stupenda traccia rilasciata dalla già menzionata label InnervisionsOsa di Recondite, un artista che non delude mai. Suonata come unreleased misteriosa per buona parte del 2015 da artisti come Dixon e Ame e altri in orbita Innervisions, è caratterizzata da suoni ossessivi, oscuri e ipnotici in linea con la solita visione distopica e aliena di Recondite. Non poteva mancare la consacrazione del genietto Fort Romeau che in linea con l’impronta tutta synth e prevalentement 80s dell’etichetta Live At Robert Johnson dell’illustre club Robert Johnson di Offenbach, ci offre la sua nostalgica Secret & Lies che si potrebbe benissimo collocare dentro una colonna sonora di un moderno black noir movie con ambientazioni retro. Sono presenti anche gli israeliani, tra i più gettonati del 2016, Red Axes che oltre a regalarci uno psichedelico remix in chiave disco di Rotation, Rotation! di Autarkic si dimostrano ancora una volta voraci scopritori di musica sperimentale del passato, portandomi a scoprire la genialità della poetessa elettronica greca Lena Platonos, con il loro remix per And We Hear “I Love You” (Κι Ακούμε “Σ’αγαπώ”). M.A.N.D.Y. ritorna alla grande con un remix di Wasting Time dei sempre difficilissimi da remixare Booka Shade. Un remix elegantissimo, con sonorità e ritmo tipiche da after ma adatto anche ad un ascolto casalingo che non snatura l’atmosfera e le sonorità dell’ originale portandole anzi in uno spazio adimensionale dove i suoni arrivano imprevedibili e sincronizzati da ogni direzione. Andando verso suoni un pò più downtempo e folkloristici troviamo la traccia No dell’oramai adulto enfant prodige Nicolas Jaar contenuta nel suo album Sirens che, in linea con il mood nostalgico del 2016, ha voluto proporre un manifesto elettronico dell’era del Cile durante l’era del dittatore Pinochet. La traccia rigorosamente cantata in spagnolo ed arrangiata nel tipico stile dell’artista cileno-americano mescolando elettronica e musica folk cilena, sembra suonare da una vecchia radio a San Pedro de Atacama, il cui titolo è un chiaro riferimento al referendum del 1988 che sancì la caduta del regime Pinochet e rimarca il mancato cambiamento radicale della coscienza collettiva del popolo cileno, come recita la strofa “Ya dijimos no, pero el sí está en todos…Y nada cambia por estos lados”.

Nella selezione trovano spazio anche la ambient techno stile primi anni ’90 di Qwazars sfornata dal guru Larry Heard in version Mr. Fingers, Rain un’altra unreleased inseguita per tantissimo tempo frutto degli sforzi congiunti dei due pezzi da 90 della label Hivern Discs, John Talabot e Marc Piñol sotto il moniker Quentin, l’eccellente remix del sempreverde maestro Ricardo Villalobos della traccia C del padrino della space disco scandinava Prins Thomas, la melodica techno est europea di Chorus di Kink, la nuova concezione della techno industriale made in UK mescolata con IDM del pezzo Drag del terribile ragazzino Happa e di De Frontier della bravissima e molto promettente Avalon Emerson, il sublime ritorno di Baikal con Pelican’s Flight e del sempreverde Aphex Twin con l’EP Cheetah del quale ho selezionato l’affascinante CHEETAHT2 [Ld spectrum] e la prog techno anni ’90 di Alliance del catanese Luca Distefano tratta dal suo EP di esordio su T-Bahn records, Alliance appunto. Il tutto senza tralasciare un piccolo tocco di rock con Daydreaming dei Radiohead.

Last but not least, credo sia doveroso specificare il motivo dietro la creazione di una playlist su Youtube oltre alla classica su Spotify, ossia l’indisponibilità su quest’ultima piattaforma di alcune tracce simbolo del 2016 ma che dovevano necessariamente far parte della selezione. Non potevo infatti lasciare fuori i due genietti della label di Rotterdam con forte impronta trance Nous’klaer (assolutamente da seguire) Oceanic (con l’alias O.C.) e Mattheis, rispettivamente con l’ edit di Loving e Osi, e una sublime traccia del sottostimato DJ Sotofett recentemente inserito nella scuderia della Honest Jon’s di Londra (splendida etichetta del negozio londinese dedicato principalmente alle World Music adesso di proprietà di Damon Albarn), Current 82 nostalgica house con forti elementi trance che ipnotizza l’ascoltatore riportandolo ai primi anni ’90, una traccia da ascoltare ad occhi chiusi.

Questo è essenzialmente stato il mio 2016 musicale, spero che il viaggio piaccia anche a voi e vi invogli a condividere il vostro perchè noi di SenzaConfine abbiamo sempre una grande voglia di esplorare ed imparare.

 

 

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