IL VIAGGIATORE PAZZO

Il canadese Mike Spencer Bown ha lasciato casa quando indossare jeans scoloriti era diventato alla moda, e un gruppo musicale allora sconosciuto “i Nirvana” stava registrando il suo primo album.

Questo è accaduto ben 23 anni fa, e nel novembre 2013, dopo aver festeggiato con una pinta di Guinness in Irlanda l’ultimo visto sul proprio passaporto, Bown ritornò a casa. Nei suoi viaggi in lungo e in largo tutti i paesi del pianeta ha superato in lunghezza i vagabondaggi di Odisseo.

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“Ho incontrato migliaia di viaggiatori in 170 paesi. Di regola, loro volavano tra le città principali e si fermavano negli aeroporti e negli alberghi per la notte per poi dichiarare: “Sì, sono stato in tale posto e in tal paese”. Secondo la mia opinione, queste persone sono semplicemente dei passeggeri, e non sono affatto viaggiatori” — ha detto Bown nell’intervista al giornale “The Sun“.

Nel suo approccio al viaggio Mike Bown è fondamentalmente diverso dai “passeggeri” summenzionati, e da turisti ordinari. E adesso il canadese fanatico potrebbe pretendere di essere il viaggiatore più incallito nella storia.

“Quando avevo 21 anni, cominciai a pensare al mio futuro, sarebbe stato davvero interessante poter vedere tutto il mondo.  A quel punto decisi, se nessuno l’ha fatto perché non divrei provarci io – e così sono migrato dalla mia città” — racconta Bown.

Già in giovane età il buon Mike gestiva abilmente le sue attività e i ricavi erano abbastanza per iniziare il viaggio in giro per il mondo.

Nel corso dei suoi vagabondaggi raccimolava denaro per continuare a viaggiare nei modi più diversi: per esempio, fu impegnato in vendita di argento a Bali e esportò pietre preziose da Africa.

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“Non ho mai avuto un problema con il denaro. Ho fatto i rischi ponderati. Ho passato le notti in tenda, alloggiato in alberghi economici, ed ho anche vissuto con le popolazioni locali”.

In totale Bown ha visitato 195 paesi, ciascuno dei quali l’ha aiutato ad individuare un carattere distintivo della popolazione, per esempio, secondo lui, l’ospitalità dei canadesi è insuperabile, i pachistani sono incredibilmente ospitali e generosi, le donne venezuelane sono voluttuose, la carne di balena sull’isola di Faro ha il sapore del manzo, e solo i piloti russi pazzi sono capaci di volare con i loro caccia nei posti più incredibili.

Il nome del viaggiatore canadese appare spesso nelle prime pagine di riviste, blog e approfondimenti legati al viaggio: un servizio della BBC lo ha pure ripreso in Somalia, a Mogadiscio in territorio di guerra.

Mike è stato il primo turista in città nel corso degli ultimi due decenni. Le autorità del paese considerarono il viaggiatore un pazzo, ma il canadese riuscì a convincerli che lui voleva assolutamente visitare una delle regioni più pericolose della pianeta.

E veramente Mike è riuscito a farlo, aggiungendo alla sua lista una delle avventure più pericolose (che comprende anche il viaggio con il trasporto pubblico attraverso l’Afganistan e un autostop in Iraq al culmine della guerra con gli Stati Uniti).

Una volta ha avuto l’opportunità di vivere in una tribù di pigmei in Congo quando nel paese infuriava il genocidio di ribelli, cacciando antilopi con una lancia e reti e trascorrendo le notti nelle capanne di foglie e rami.

E’ riuscito a festeggiare il suo compleanno in ciascuno dei continenti, compreso l’Antartide.

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Certamente, per una vita così ricca ha dovuto sacrificare molto – e non solo un letto morbido e la regolare disponibilità di acqua calda.

“Il principale svantaggio di un tal modo di vivere è l’impossibilità di condurre una qualsiasi vita di famiglia. Non potevo né sposarmi, né crescere i propri figli e per farsi degli amici avrei dovuto fare sforzi considerevoli” —si lamenta il viaggiatore.

L’Israele e l’Irlanda sono diventati gli ultimi paesi visitati da Bown, qui Mike ha potuto possibile festeggiare allegramente la fine di questa grandiosa Odissea.

Il grande viaggiatore adesso pensa di scrivere un libro descrivendo i suoi viaggi, e non c’è nessun dubbio che lui di cose da raccontare ne avrebbe davvero tante.

Bown spera che il sui libro diventerà un bestseller, a quanto pare per vivere nel suo Paese ha bisogno di più denaro di quanto gli sia servito per girare il mondo. Quindi, se vi capita di vedere un libro del buon Mike Spencer Bown nelle librerie della vostra città – acquistatelo !

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